SAN LUIGI GONZAGA

Ambito/Autore : Ambito trentino

Periodo storico: 18° secolo
Anno: XVIII secolo
Soggetto: San Luigi Gonzaga
Luogo di conservazione: Cavalese, convento di San Vigilio, ingresso dal chiostro
Materia e tecnica: alabastro scolpito, h cm 33

Descrizione:

Il soggetto di questa statua purtroppo acefala è facilmente desumibile dall’iscrizione scolpita a bassorilievo entro il cartiglio del piedistallo.

Questa invocazione, che nella sua completezza sarebbe preceduta da “UT”, è tratta dalla preghiera della memoria liturgica del santo e nel Settecento la si poteva leggere e meditare sulle pagine di innumerevoli raccolte di orazioni dell’anno, esercizi devoti e panegirici. Essa allude alla purezza di San Luigi Gonzaga e alla sua intensa aura di penitente. L’esortazione è quella di imitare le pratiche di penitenza del santo, non potendone incarnare lo stato di innocenza.

Nessuna notizia sulla provenienza della scultura, estranea per materia e dimensioni alle consuetudini di ambiente francescano: molto probabilmente è pervenuta al convento per donazione.

San Luigi è raffigurato in abito corale con talare e cotta di pizzo. Ai suoi piedi è un angioletto recante il giglio e i flagelli, sunto visivo di quanto espresso nell’iscrizione; a destra una corona, emblema della rinuncia alle ricchezze e ai privilegi terreni.

Sul piano conservativo si lamenta, oltre alla perdita della testa, la mancanza del braccio destro e altre sbrecciature, molto consistenti in corrispondenza della base. La qualità esecutiva della statuetta, ben visibile nella resa dei dettagli, quali i ricami o gli attributi del santo, ma anche nel disinvolto drappeggio, fanno rimpiangere i danni patiti dal marmo. Ardua la definizione di paternità, in mancanza del volto del santo. Va in ogni caso tenuta in considerazione la presenza a Cavalese, nel Settecento, di scultori che impiegarono alabastro fiemmese, come Johan Jakob Poder, autore nel 1727 del San Giuseppe con Gesù Bambino per l’omonima cappella nella pieve di Cavalese (si veda Scultura in Trentino, II, p. 252: R. Biasini). Il piccolo San Luigi Gonzaga che per certi versi echeggia i tratti della migliore plastica del Settecento trentino (da Francesco Oradini a Domenico Molin), sembra mostrare una maggior qualità.

Fonti:

Bibliografia: inedito.

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