SAN BONAVENTURA DA BAGNOREGIO, SAN GIACOMO DELLA MARCA, SAN LUDOVICO DI TOLOSA, SAN LUDOVICO (LUIGI IX) RE DI FRANCIA, SANTA ROSA DA VITERBO PARLA ALLE DONNE, SANTA ELISABETTA DEL PORTOGALLO

Ambito/Autore : Giuseppe Antonio Fiorentini (Borgo Valsugana, 1647-1702)

Periodo storico: 17° secolo
Anno: 1675
Soggetto: San Bonaventura da Bagnoregio, San Giacomo della Marca, San Ludovico di Tolosa, San Ludovico (Luigi IX) re di Francia, Santa Rosa da Viterbo parla alle donne, Santa Elisabetta del Portogallo
Luogo di conservazione: Arco, Convento delle Grazie; Trento, convento di San Bernardino, Torricella
Materia e tecnica: olio su tela, cm 213 x 122; cm 213 x 121; cm 213 x 124; cm 213 x 125; cm 208 x 124; cm 210 x 123
Provenienza: Campo Lomaso, Santi Quirico e Giulitta, 2005; Trento, convento di San Bernardino, 2014 Le tele sono state restaurate in momenti diversi. Nel 1995 da Carla Caimi (Santa Rosa da Viterbo); nel 1998-2000 da Roberto Perini e Francesca Raffaelli, direttore lavo

Descrizione:

Come attesta Marco Morizzo, traendo la notizia dalla cronaca di Campo Lomaso, i quadri raffiguranti santi dell’ordine datati 1675 furono donati dal pievano di Lomaso don Giovanni Pantaleone Betta assieme ad altrettanti dipinti di eterogeneo soggetto e autore, solo parzialmente pervenutici, per un totale di quattordici pezzi. Come ha osservato giustamente Vittorio Fabris, la commissione, finalizzata a decorare la sala capitolare o il refettorio del convento con una nutrita serie di francescani illustri, venne agevolata verosimilmente dalla figura di padre Serafico Fiorentini, cugino del pittore e molto attivo nell’ambito dell’ordine dei minori riformati. Sull’artista di Borgo Valsugana si rimanda ai diversi contributi dello studioso.

Accanto a figure di primaria importanza del francescanesimo come San Bonaventura (1221-1274) e San Ludovico da Tolosa (1274-1297), compaiono due sovrani appartenenti al Terz’Ordine e adoperatisi per la causa francescana, San Luigi IX (1214-1270) e la meno rappresentata Santa Elisabetta di Portogallo (1271-1336), da non confondere con la più consueta Santa Elisabetta d’Ungheria, prozia della regina di Portogallo. Va osservato che ricorre solo all’interno di questa serie e di quella di Cavalese Santa Rosa da Viterbo (1233-1251), terziaria francescana venerata come santa ma mai canonizzata, qui raffigurata mentre raduna le donne della contrada, raccontando loro la visione della splendente sposa di Cristo. Infine San Giacomo della Marca (1393-1476), una delle colonne dell’Osservanza, rappresenta la congiunzione con i frati de familia e la successiva compagine dei riformati.

La solenne impostazione figurativa dei santi si adegua alle notevoli tele commissionate nel 1649 dai nobili Wolkenstein-Welsperg ad un talentuoso pittore lombardo e conservate nel convento di Borgo (cat.). San Ludovico da Tolosa replica di fatto l’omonimo precedente, mancando tuttavia di comprendere e interpretare la valenza drammatica della luce.

Fonti: Morizzo, I, p. 212; ACPFM, busta 244, Inventario 1962, p. 647, n. 13-18; SBC Giacomelli 1988/ OA/ 00056214-215; 217-219; FBSB, P 20-22, 30-32.

Bibliografia: Onorati 1964, p. 15; Stenico 2005, pp. 303-304, 320-322; Fabris 2006, pp. 110-112, 120; La bottega dei Fiorentini, pp. 128-143, catt. 27-32 (V. Fabris).

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