MADONNA CON BAMBINO (MADONNA DELL’UVA)

Ambito/Autore : Ambito lombardo

Periodo storico: 17° secolo
Anno: 1650 ca
Soggetto: Madonna con Bambino (Madonna dell’uva)
Luogo di conservazione: Trento, Fondazione Biblioteca San Bernardino
Materia e tecnica: olio su rame, cm 18,3 x 14,2

Descrizione:

Il piccolo olio su rame e altri due dipinti eseguiti con la stessa tecnica, una Madonna in adorazione del Bambino dormiente e un San Carlo Borromeo (catt. 89-90), tutti provenienti dalla sacrestia di San Bernardino, sono al centro di un’aggrovigliata vicenda critica. Nel 1776 Giancrisostomo Tovazzi faceva menzione di una immagine della Madonna incassata nell’armadio della sacrestia: “parva quidem, sed elegans Immaculatæ Virginis effigies, opus et donum Francisci Felicis Predelli Tridentini.” La citazione viene collegata alla Madonna in adorazione del Bambino dormiente da Molinari e Weber i quali pongono sotto il nome dello stesso artista San Carlo Borromeo, indotti dalla non troppo chiara allocuzione dello storiografo francescano e forse da considerazioni di ordine stilistico. Anche il Morizzo nel 1895 si espresse in termini analoghi: “Nella sacristia, sull’usciolo dell’armadio dei calici vi si vedeva anche allora, come adesso (1895), una piccola, ma elegante effigie dell’Immacolata Vergine, opera e dono di Francesco Felice Predelli da Trento, nonché un’altra più grandetta di s. Carlo Borromeo dipinta sul rame”.

Secondo Ezio Chini (ripreso da Stenico) il passo settecentesco va connesso al rame raffigurante la Madonna con Bambino che regge un grappolo d’uva. Per tentare di dirimere la questione va anzitutto osservato che la fonte settecentesca riporta esplicitamente la presenza di un’immagine dell’Immacolata e non della Madonna con Bambino, soggetto sotto il quale vanno rubricati entrambi gli oli su rame di tema mariano oggi conservati a Trento.Fatta questa premessa, sembra venire in aiuto un passo della Cronaca del Morizzo nel quale si accenna provvidenzialmente, seppur in maniera indiretta, al pittore Francesco Felice Predelli di cui non sono ad oggi note altre prove artistiche. Marco Morizzo, scrivendo di padre Antonino (Carlo Gerolamo) Predelli da Trento, nato ai 27 aprile 1685, si dilunga sui suoi viaggi nella penisola che a partire dal 1711, lo condussero a Siena, Napoli, in Piemonte, postillando: “A Torino avea un fratello, che era pittore, [ove] dimorò cinque mesi e vi apprese il francese”. Il breve racconto è sufficientemente chiaro per renderci certi che si tratta del pittore Francesco Felice Predelli e che fu padre Antonino a recare nel convento di Trento uno o più dipinti del fratello (si veda anche Stenico 2010, p. 193). La permanenza piemontese del francescano trentino non avviene prima del 1720 circa, pertanto la cronologia del dipinto non identificato deve necessariamente cadere intorno al terzo decennio del secolo (se non oltre): una cronologia del tutto improponibile per la “Madonna dell’uva”, opera seicentesca ricettiva, come giustamente nota Chini, dei modi di Pietro Ricchi. Ma non è agevole affacciare una data così avanzata nemmeno per i rimanenti piccoli rami con la Madonna e San Carlo Borromeo. Questi ultimi vanno indubbiamente associati per paternità – si vedano solo le lumeggiature sulle vesti bruno rossastre – ma non esibiscono i caratteri figurativi e stilistici del XVIII secolo, posto che di Predelli non è nota alcuna altra opera e che pertanto non ne possiamo valutare né la formazione né la levatura L’insieme di questi dati sembra rafforzare la tesi che l’opera di Predelli sia andata perduta e che al rame in questione convenga una datazione sulla metà del Seicento; ciò viene accreditato non solo dall’eco del Ricchi, ma anche dalle preziose notazioni miniaturistiche del vaso di fiori e del velo della Vergine.

Fonti: Tovazzi, Relatio Secunda, p. 57; Morizzo, I, p. 236; III, p. 4; ACPFM, busta 275, Inventario 1963, p. 670, n. 64; SBC Dal Bosco 2001/ OA/ 00072242; FBSB, P 28.

Bibliografia: Molinari 1926, p. 293; Weber 1977, p. 295; Onorati 1982, p. 69; Chini 1998, pp. 379, 390, cat. 59; Stenico 1999, pp. 101, 607.

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