GIOVANNA MARIA DELLA CROCE MORTA

Ambito/Autore : Agostino Cenoman (Slesia, ?-Cles, 1680)

Periodo storico: 17° secolo
Anno: 1673
Soggetto: Giovanna Maria della Croce morta
Luogo di conservazione: Cles, convento, biblioteca-museo
Materia e tecnica: olio su tela, cm 101,5 x 191

Descrizione:

In merito a questo singolare dipinto e al suo poco noto autore vale la pena di rileggere quanto scrive Marco Morizzo: “P. Agostino dalla Slesia, dapprima Osservante (secondo alcuni della Provincia toscana, nella quale però non è ricordato). Egli cominciò l’anno della deliberazione per incorporarsi alla nostra Provincia ai 6 aprile 1664 […]. Fu buon cantore, bravo organista, e pittore. Trovandosi anzi moribonda la venerabile Giovanna Maria dalla Croce, il giorno 24 marzo entrò egli nel monastero di s. Carlo assieme al P. Marcellino Armani allora Provinciale, e la dipinse. Benché moribonda, secondo che egli ebbe a deporre come testimonio nel processo di beatificazione, pag. 269, fu da lui veduta alzare gli occhi verso di lui, e guardandolo fisso. Morta quella santa monaca, fu presente anche all’apertura del di lei cadavere, e dipinse tre pietre trovate nelle reni della medesima (ivi p. 147); e dipinse pura anco il di lei polmone trovato ferito. Di lui opera, dice il Cassina, vedesi anche la palla dell’altare della Madonna della chiesa nostra di s. Rocco, che probabilmente è quella che presentemente (1892) trovasi di fronte alla scala che porta dal capitolo al dormitorio. Fu pure uno dei testimoni esaminati nel 1681 in occasione della revisione del corpo della suddetta venerabile. Morì nel convento di Cles”. Un altro passo della cronaca ci fa sapere che il dipinto di Agostino Cenoman costituisce l’invenzione sulla quale si basa l’incisione realizzata da Francesco Dusini da Cles poco dopo la morte della Venerabile (Morizzo).

Dalle fonti si evince che l’attività di pittore non fosse quindi limitata alla tela in oggetto, benché espressa sempre all’interno dell’ordine di appartenenza; in ogni caso resta non identificata o dispersa la pala della Madonna che nel 1892 era appesa nei pressi della scala del convento.

Il ritratto funebre della beata Giovanna si avvale di una notevole acribia nella descrizione della coperta, della ghirlanda attorno al capo e del vaso di fiori posto in fondo al cataletto. Meno efficace la definizione plastica e chiaroscurale della figura. Benché lo stato di conservazione sia tutt’altro che ottimale, sembra ragionevole ponderare una certa modestia artistica di questo frate pittore ad oggi giudicabile sulla base di questa unica opera pervenutaci.

Fonti: Morizzo, I, p. 237; ACPFM, busta 307, Inventario 1927, n. 35; busta 244, Inventario 1959, p. 657, n. 30; SBC Chini 1981/ OA/ 00034592; ACSA, Inventario 2013, p. 4.

Bibliografia: Molinari 1926, p. 297; Weber 1977, p. 94; Stenico 2004c, p. 292.