CRISTO REDENTORE E SANTI

Ambito/Autore : Antonio Longo (Varena, 1742-1820)

Periodo storico: 19° secolo
Anno: 1819 ca.
Soggetto: Cristo redentore e santi
Luogo di conservazione: Cavalese, chiesa di San Vigilio, coro
Materia e tecnica: olio su tavola, cm 195 x 80

Descrizione:

Le quattordici tavole furono donate da Antonio Longo alla fine del 1819 e vennero dunque verosimilmente dipinte in quell’anno, trattandosi di una serie appositamente pensata per lo spazioso coro dei frati e non di piccole opere da atelier. Ecco cosa scrive a riguardo Morizzo nella Cronaca provinciale, sotto l’anno 1819: “Ai 20 dicembre vennero messi sulle pareti del coro i quadri rappresentanti i dodici santi Apostoli, opera a dono di don Antonio Longo, curato di Varena, pittore, architetto, filosofo ed accademico romano, il quale nella sua generosità quindici giorni prima aveva regalato al convento n° 13 quadri delle stazioni per la Via Crucis”. L’alacre attività del pittore nel ventennio trascorso a Cavalese dopo il forzato rientro da Roma sono costellati, come è noto, da numerosi doni ai francescani, ordine al quale era legato anche per ragioni famigliari.

La serie comprende Cristo redentore, gli apostoli, con San Mattia al posto di Giuda e infine San Paolo “doctor gentium”. Ciascun dipinto prevede la figura stante entro una nicchia pensata per restituire maggior profondità. Le nicchie alternano due tipi di cimasa decorata da volute affrontate: l’una ad arco ribassato, l’altra a timpano classico. Sappiamo dalle stesse lettere del pittore sacerdote come egli si dilettasse a compiere in prima persona queste edicole architettoniche imbevute di notazioni rigorose ma eleganti, che Longo intendeva in qualche modo sottoporre quali esempi di “buon gusto” capitolino.

Le tavole riprendono i modelli espressi da Longo nell’analoga serie in San Leonardo a Tesero (Rasmo). Al pari di gran parte dei lavori della vecchiaia, esse sono manifestazione di un linguaggio blando, per quanto ricettivo delle esperienze romane e in particolare delle sculture degli Apostoli in San Giovanni in Laterano, la più importante impresa romana in scultura del XVIII secolo. Nonostante la spazialità suggerita dalle nicchie, le figure di Longo, giudicate da Molinari “della più disgraziata fattura”, appaiono scarsamente incisive e convenzionali. Tra i meglio riusciti vanno annoverati Sant’Andrea e San Giacomo Minore.

Fonti: Morizzo, III, p. 409; ACPFM, busta 304, Inventario 1927, n. 27; busta 244, Inventario 1960, p. 652, n. 69; SBC Giacomelli 1987/ OA/ 00053894-907.

Bibliografia: Molinari 1926, p. 300; Felicetti 1933, p. 56; Esposizione di pittura sacra, n. 30; Weber 1977, p. 213; Antonio Longo pittore, p. 152; Andreatta 1990, pp. 239-240; Giacomuzzi 2005, p. 126.

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