SAN VIGILIO

Ambito/Autore : Antonio Longo

Periodo storico: 19° secolo
Anno: 1801
Soggetto: San Vigilio
Luogo di conservazione: Cavalese, chiesa di San Vigilio, facciata
Materia e tecnica: affresco, cm 465 x 300

Descrizione:

L’ultimo e accurato restauro data al 2000 ed è stato operato dalla ditta E.F.P.

L’affresco, datato 1801 e siglato con il consueto monogramma di Antonio Longo, rappresenta una delle non numerose testimonianze nel genere della pittura murale dopo il rientro del pittore da Roma. L’artista raffigura il santo titolare della chiesa francescana all’interno di un’edicola in finti marmi. Impostata su colonne e trabeazione doriche, essa presenta elegante cimasa mistilinea con cartella e cherubino. Longo non intende offrire in questa occasione un semplice saggio figurativo, ma richiamare e quasi sfoggiare il gusto classicista e colto dell’architettura del tardo Settecento romano.

A causa dello stato conservativo gravemente compromesso, questi aspetti sono meglio percepibili nel bel disegno preparatorio pervenuto alla pinacoteca della Magnifica Comunità negli anni ottanta del secolo scorso. Dal foglio emerge in modo compiuto il piglio retorico della figura vescovile, connotata da un accento molto aggraziato. Ed è proprio questo tratto ad aver contribuito ad orientare in senso negativo il giudizio di Oberziner che scrive di una figura “convenzionale e pretenziosamente pettegola”. Non ne parlano in misura più elogiativa Molinari e Felicetti. Nicolò Rasmo ha giustamente ridimensionato questi commenti; resta tuttavia indiscutibile che il modello mette in rilievo una disinvoltura sensibilmente attutitasi nella redazione a fresco.

Fonti: Morizzo, III, p. 222; ACPFM, busta 304, Inventario 1927, n. 83; busta 244, Inventario 1960, p. 654, n. 100; SBC Giacomelli 1987/ OA/ 00053832.

Bibliografia: Oberziner 1905, p. 11; Molinari 1926, p. 297; Felicetti 1933, p. 55; Weber 1977, p. 213; Antonio Longo pittore, p. 141; tav. 29; Andreatta 1990, p. 238; L’immagine di San Vigilio, pp. 268-269, cat. 47 (R. Colbacchini); Giacomuzzi 2005, p. 123; Longo 2014, p. 285.

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