SAN SALVATORE DA HORTA ESORCIZZA UN INDEMONIATO

Ambito/Autore : Valentino degli Angeli (?)

Periodo storico: 18° secolo
Anno: 1701-1750
Soggetto: San Salvatore da Horta esorcizza un indemoniato
Luogo di conservazione: Trento, convento di San Bernardino, Torricella
Materia e tecnica: olio su tela, cm 248 x 151,5
Provenienza: Cavalese, convento di San Vigilio, biblioteca

Descrizione:

Questo grande ma disadorno dipinto, gravato da lacune e abrasioni, raffigura uno dei miracoli di San Salvatore da Horta (1520-1567), il grande taumaturgo francescano di cui viene qui celebrata l’opera di esorcista. Acclamato come santo in vita, venne beatificato non senza traversie solo nel 1711 e canonizzato nel 1934, ma già all’inizio del Seicento l’aura che lo pervadeva ne aveva reso lecito il titolo di beato e la divulgazione di immagini di culto, come testimonia fra l’altro la presenza della sua effigie nel vecchio San Bernardino a Trento. La narrazione pittorica mostra il popolo assiepato alle porte del convento per chiedere il suo intervento che si concretizza nell’esorcizzazione di un indemoniato alla presenza di alcuni confratelli e sotto lo sguardo benevolo della Madonna che appare in cielo col Bambino.

La tela non possiede alcun ragguaglio storico-documentario ma è palese si tratti di un tipico “dipinto di religione”, ovvero la raffigurazione di uno dei grandi santi dell’ordine.

Lo stile asciutto e invero piuttosto malcerto ci indirizza verso il profilo di Valentino degli Angeli, pittore originario di Moena dagli sviluppi decisamente modesti. La caratterizzazione delle figure, i tratti somatici duri e la impacciata definizione anatomica, in particolare delle mani, trovano piena continuità con le opere documentate. Interessante osservare come Valentino avesse operato con una certa alacrità per i francescani di Cles dove gli spetta un dipinto firmato del 1728 e dove gli sono qui attribuite altre opere di uguale tenore.

Fonti: ACPFM, busta 244, Inventario 1960, p. 653, n. 34; SBC Giacomelli 1987/ OA/ 00053911.

Bibliografia: Andreatta 1990, pp. 226-227.

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