SAN FRANCESCO D’ASSISI BENEDICENTE

Ambito/Autore : Ambito trentino

Periodo storico: 17° secolo
Anno: 1649
Soggetto: San Francesco d’Assisi benedicente
Luogo di conservazione: Borgo Valsugana, monastero di San Damiano
Materia e tecnica: olio su tela, cm 200 x 118

Descrizione:

A figura intera, questo ieratico San Francesco, restaurato tra il 2012 e il 2014, campeggia entro una sorta di porticato ad arcate; è raffigurato con il libro della regola, benedicente, il capo coperto dal cappuccio. L’immagine intende evocare la vera effigies del santo, come attesta l’iscrizione stessa e come si deduce dalla fisionomia spigolosa del volto che asseconda una tendenza particolarmente sentita nel tardo Cinquecento e nella prima metà del secolo successivo (si veda in proposito Russo 1982, pp. 256-257, cat. 1-2).

Il dipinto reca il millesimo 1649 e gli stemmi che figurano su San Ludovico da Tolosa e San Giovanni da Capestrano nello stesso convento, nonché su San Bonaventura, oggi a Cles ma in origine parte della serie. I committenti sono dunque ancora una volta il barone Marco Sigismondo Francesco Welsperg e la sua consorte, la contessa Helene Wolkenstein Rodenegg (sulla quale si veda Bonazza 2009, p. 263). I rispettivi acronimi vanno così sciolti: “M.[ARCUS] S.[IGISMUNDUS] F.[RANCISCUS] B.[ARO] A. W.[ELSPERG] E.[T] P.[RIMÖR]”// “I.[UDITH] H.[ELENA] C.[OMITISSA] A. W.[OLKENSTEIN] E.[T] R.[ODENEGG]”.

Diverso è invece il pittore che lo realizzò e non vi è dubbio che l’immagine del fondatore dell’ordine si collochi su un livello di netta inferiorità qualitativa. Del tutto alieno dall’orizzonte lombardo, il dipinto è genericamente riferibile ad un pittore trentino affine a Elia Naurizio nella fiacca indeterminatezza formale, certo acuita dalla severità anodina del modello.

Fonti: ACPFM, busta 244, Inventario 1966, p. 642, n. 15; SBC Menapace 1980/ OA/ 00027070.

Bibliografia: Molinari 1926, p. 305; Onorati 1982, p. 178; Stenico 2001a, p. 380; Fabris 2009-2011, I, p. 62.

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