PARTENZA DI ABRAMO E DELLA SUA FAMIGLIA PER LA TERRA DI CANAAN

Ambito/Autore : Francesco da Ponte, Bassano il Giovane (bottega di) (Bassano del Grappa, 1549-1592)

Periodo storico: 16° secolo
Anno: 1575 - 1600
Soggetto: Partenza di Abramo e della sua famiglia per la terra di Canaan
Luogo di conservazione: Trento, Fondazione Biblioteca San Bernardino
Materia e tecnica: olio su tela, cm 77,5 x 115,5

Descrizione:

Secondo Vincenzo Casagrande (1905), Gerola, Zippel (1918) e Weber (1931) – l’identificazione è stata recentemente ribadita da Roberto Pancheri – il dipinto raffigura il Ritorno di Giacobbe, mentre padre Eliseo Onorati ipotizza si tratti dell’Uscita da Canaan. Guadagnini, traendo probabilmente l’informazione dall’inventario del 1963, lo identifica come Esodo dall’Egitto. Il dipinto raffigura la partenza di Abramo e della sua famiglia verso Canaan (Genesi 11, 31) come indica Nicolò Rasmo (Esposizione di pittura sacra ) e come argomenta in modo esauriente Paolazzi. La narrazione pone in risalto un cavallo bianco sul quale sono poste delle masserizie coperte da un drappo di velluto rosso bordato da frange d’oro.

Il dipinto rappresenta una delle numerose repliche di un soggetto che ha goduto di enorme fortuna prima nel prolifico atelier dei Bassano, poi nell’ambito delle repliche cinque e seicentesche. L’affermazione del tema si avvale fondamentalmente di due prototipi, entrambi invenzione di Jacopo Bassano. Il primo e più seguito prevede come elemento qualificante la presenza di Sarah in groppa al cavallo bianco al centro della scena. Il brano di miglior qualità è riconosciuto in quello a Berlino Dahlem (n. 4/60) firmato da Jacopo e Francesco; seguono gli esemplari del Kunsthistorisches Museum di Vienna (n. 1550) e del Rijksmuseum ad Amsterdam (n. 434 BI), del solo Francesco, al quale viene attribuita pure la versione ai Musei Civici di Padova (Da Bellini a Tintoretto, pp. 213-214, cat. 131: L. Attardi); si ricorda ancora la replica di bottega della National Gallery a Londra (n. 2148). Il proliferare delle repliche crebbe quando Francesco Bassano si trasferì a Venezia nel 1579, assecondando la notevole fortuna tributata a racconti biblici come questo nei quali finisce per prevalere una pittura di intonazione pastorale e di genere.

Il secondo modello è considerato ad oggi disperso e nel XVIII secolo era conservato nella collezione del senatore Gerrit Reybst ad Amsterdam. Rimarchevole elemento distintivo della composizione è rappresentato dal curioso fagotto piramidale sulla groppa del cavallo al posto della moglie di Abramo. Di questa opera è nota una stampa realizzata intorno al 1655-1657 da Cornelis Visscher (Jacopo Bassano e l’incisione, pp. 73-74, cat. 57) ma nessuna delle varianti oggi note collima con il foglio inciso. Il dipinto in San Bernardino a Trento si colloca dunque tra le repliche dell’opera dispersa quale viene perpetuata dalla stampa seicentesca, pur non costituendone una copia palmare: è aggiunto ad esempio il personaggio all’estrema destra e differente è la disposizione di alcune stoviglie, proprio come negli esemplari più noti. Questi distinguo escludono che ci si trovi di fronte ad un dipinto tratto dalla stampa seicentesca, eventualità peraltro da scartare per l’inversione speculare della composizione nell’incisione.

La buona condotta stilistica della tela francescana sembra accreditare una collocazione nella laboriosa bottega di Francesco il Giovane, dopo il suo trasferimento in laguna, quando dell’originale perdurava distinta memoria. Ragguardevole è il risalto pittorico conferito alle masserizie, in particolare ai rami sbalzati, per mezzo di piccoli ma sicuri tocchi. In attesa di un auspicabile restauro, è tuttavia d’obbligo sospendere il giudizio.

Fonti: ACPFM, busta 275, Inventario 1963, p. 667, n. 3; SBC Dal Bosco 2001/ OA/ 00072247.

Bibliografia: [Casagrande] 1905, p. 18, cat. 86, n. 569; [Gerola, Zippel] 1918, p. 13; Molinari 1926, p. 293; Weber 1931, p. 572; Esposizione di pittura sacra, n. 33; Paolazzi 1965-1966, pp. 13-33; Weber 1977, p. 121; Onorati 1982, p. 69; Guadagnini 1994, p. 30; Stenic

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