SAN PIETRO D’ALCANTARA IN ADORAZIONE DEL CROCIFISSO

Ambito/Autore : Ambito trentino

Periodo storico: 17° secolo
Anno: post 1669 (?)
Soggetto: San Pietro d'Alcantara in adorazione del Crocifisso
Luogo di conservazione: Trento, Fondazione Biblioteca San Bernardino, Biblioteca antica, deposito
Materia e tecnica: olio su tela, cm 191 x 100

Descrizione:

Il dipinto è identificabile fra i “quindici grandi quadri ad olio” attentamente descritti dal Tovazzi e dalla cronaca, all’anno 1775 (Morizzo), la maggior parte dei quali raffiguranti santi dell’ordine. Si tratta precisamente di “s. Pietro d’Alcantara”, il santo spagnolo canonizzato nel 1669.

È da credere che questa tela sia stata commissionata dai minori di San Bernardino non molto dopo l’elevazione del santo agli onori degli altari, a giudicare dalla notevole attenzione riservatagli al culto all’interno delle cellule francescane locali e non.

L’interpretazione asciutta e disadorna del modesto dipinto è decisamente omogenea a quella immessa nel decennio precedente da Elia Naurizio in San Ludovico da Tolosa e il beato Pasquale Baylon, tanto che non è da escludere che l’opera in oggetto possa essere stata realizzata da un ignoto artista della bottega di Elia, defunto nel 1657.

Merita di essere rilevato come la tela non faccia alcun riferimento all’iconografia con il santo sospeso di fronte alla croce di tronchi, consacrata proprio alla canonizzazione del santo francescano, mentre essa individua una più arcaica impaginazione narrativa (si veda in proposito il dipinto nel convento di Pergine), suggerendo dunque l’assenza di un modello iconografico “moderno” nei riferimenti culturali dell’ignoto artista come pure nelle indicazioni dell’ordine committente.

Se è vero che anche nel corso del XVIII secolo non scompare l’iconografia del santo in adorazione del Crocifisso (si veda de Sales Ferri, Mori 2003, pp. 119-128), non è neppure da escludere, anche in ragione dei tratti stilistici, che la tela sia stata dipinta prima dell’elevazione agli onori degli altari del francescano spagnolo e che dopo il 1669 ne sia stata solo aggiornata l’iscrizione.

Fonti: FBSB Tovazzi, Relatio Secunda, p. 55; Morizzo, III, p. 3; ACPFM, busta 275, Inventario 1963, p. 672, n. 90; SBC Dal Bosco 2001/ OA/ 00072351; FBSB, P 16.

Bibliografia: Stenico 1999, p. 611.

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